Borca di Cadore (fraz. Villanova , Cancia) popol. 780 ab.
Deriva dal latino bifurca, quindi biforcazione di strade. Il nucleo è ai piedi del maestoso monte Antelao e viene citato per la prima volta nel 1331 quando lasciava alle monache del Cadore l'olio per i lumi delle ciese dei sancti Nicolay de Vale de Hospitale, ite ecclesie sancti Floriani, item ecclesie sancti Viti, item ecclesie sancti Simonis de Bevorcha. La chiesa di San Simone a Borca è citata anche nel 1570 e nel 1604 quando il patriarca di Aquileia Ermolao Barbaro la visitò. Venne semidistrutta nel 1737 a causa di un'imponente frana. Nel 1960 a monte del paese, in località Corte di Cadore, venne costruito un villaggio turistico per le vacanze dei dipendenti dell'ENI. Villanova è una piccola frazione situata sulla riva destra del fiume Boite, sotto le pendici del monte Pelmo e delle Rocchette. È sorta sulle rovine dell'antico centro abitato di Taulen, distrutto nel secolo XVIII da una poderosa frana caduta dal monte Antelao, posto sulla riva opposta del Boite. Attualmente, la frazione è un tranquillo e grazioso centro di villeggiatura. Immersa tra le Dolomiti permette di trascorrere le vacanze a stretto contatto con la natura, percorrendo gli innumerevoli itinerari offerti dalla valle o semplicemente passeggiando per i boschi tra larici e abeti, dedicandosi alla raccolta di funghi o praticando la pesca alla trota nel fiume Boite che attraversa la valle; si racconta che lo stesso Guglielmo Marconi, l'inventore della radio, camminava nei letti dei torrenti di Borca alla ricerca di fossili. |


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